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lunedì 13 luglio 2015

Ho scelto

Ho scelto.
Ho scelto di seguire il mio cuore e il mio istinto.
Ho scelto di alzare la testa e amare me stessa.
Ho scelto di fasciarmi ogni ferita, così da risultare invisibile agli altri.
Ho scelto di non smettere mai di sorridere.
Ho scelto di guardare avanti a me, verso gli obbiettivi prefissati.
Ho scelto di aprire il mio cassetto dei sogni, perché non potevano stare ancora rinchiusi.
Ho scelto di vederli volare e danzare attorno a me - luccichio dei miei occhi.
Ho scelto di sbagliare.
Ho scelto di provare a inseguire più strade, per capire cosa volessi davvero, anche se questo è potuto sembrare sciocco e contraddittorio.
Ho scelto di aprire il mio cuore e di amare.
Ho scelto di fidarmi.
Ho scelto di essere ferita, perché magari la mia decisione si è rivelata erronea.
Ho scelto di vivere secondo le mie aspettative e i miei progetti.
Ho scelto di camminare e di respirare e di vedere e di toccare e sentire...

Io ho scelto.

E non mi importa di essere stata capita. Ora, finalmente, non mi importa della compressione e compassione degli altri. Non mi importa.
Perché io ho capito. Ho capito chi sono, cosa voglio. Ho capito che la bellezza, la bellezza della vita, del sole, delle stelle, si comprende e si assapora dopo aver sofferto, dopo un lunghissimo e freddissimo inverno, dopo una giornata tempestosa, dopo aver fatto delle scelte.

E io ho scelto.
Ho scelto di vivere.



lunedì 29 giugno 2015

Cosa rimarrà di questi giorni?

Cosa rimarrà di questi giorni?
Cosa rimarrà dei nostri capelli lunghi, scuri e forti?
Cosa rimarrà dei nostri occhi vivaci e curiosi?
Cosa rimarrà della nostra pelle liscia e soffice?
Cosa rimmarà dei nostri sorrisi e delle risate a crepapelle, fino a piangere e a sentire dolore allo stomaco?
Cosa rimarrà delle serate insonni a ballare, a parlare, a piangere...?
Cosa rimarrà delle persone che ci hanno stretto la mano?
Cosa rimarrà delle persone che ci hanno ascoltato?
Cosa rimarrà delle persone che hanno condiviso la nostra intimità?
Cosa rimarrà della spensieratezza?
Cosa rimarrà delle corse contro il tempo?
Cosa rimarrà di tutti i sacrifici per rimanere a galla, per avere un buon futuro?
Cosa rimarrà di amicizie create e sciolte in un abbraccio?
Cosa rimarrà di amori finiti con un grande pianto?

Se potessi, ritornerei nei miei luoghi e darei un caloroso abbraccio a chi, anche solo per un minuto, ha visto nei miei occhi qualcosa che non poteva essere detto, qualcosa che stavo cercando di celare e invece è emerso.
Se potessi, riprenderei i contatti con tutte quelle persone che hanno potuto sfiorare per un attimo questo cuore...
Se potessi...

L'importanza di qualcuno o qualcosa si avverte nel momento che non c'è più, perché lascia come un aurea intorno a te, nei posti che ha toccato. Lascia un segno tangibile dentro, nel profondo.
Ti lascia un suo modo di fare o di dire che tu ripeterai all'infinito. E' un'orma, una traccia indelebile.

Cosa rimarrà della nostra giovinezza una volta che saremmo diventati vecchi? Una volta che avremmo smesso di correre?

Forse guarderemo solo il cielo, in una calda mattinata d'estate, mentre il mondo lentamente sbadiglia e apre gli occhi. Forse guarderemo la cupola azzurra e limpida e ci lasceremo inondare i polmoni da una sensazione di assoluta calma...

E vivremo ancora persone e luoghi. 
Chiudendo gli occhi.


mercoledì 11 febbraio 2015

Pensieri sparsi

La sveglia che suona. Le lenzuola spiegazzate tra le gambe. La pesantezza del piumone sulla pelle.
Contare fino a tre e alzarsi dal letto, di tutta fretta. Cercare di scaldarsi con del caffélatte bollente. Berlo vicino alla finestra della cucina. Guardare il cielo.
E' chiaro. Ah, che bello. Oggi sarà una bella giornata.
Lavarsi, scegliere un vestito da indossare. Pettinarsi. Osservare la propria faccia allo specchio e fare boccacce. E poi ridere. Che stupida.
Uscire di casa. Scendere le scale. Sentire l'aria calda dell'inverno. Aaahh... ma che bella giornata.
Camminare sul marciapiede e osservare i movimenti là, intorno.
Il volo della gazza ladra. Passanti che entrano e escono nei bar. Sguardi sfuggenti. Studenti che vanno verso l'università. Gruppi di amici. Ridono. Ah, che belli che sono. Ridono tutti.
Un lungo ponte di un bianco sporco. Da quanto tempo sarà qui.
Un fiume grigio. Il verde oppresso dal cemento. Gabbiani. Che buffi. Volano. Planano sull'acqua. Affondano la testa nel fiume. Rimangano a galleggiare, trasportati dalla corrente.
Macchine che passano, che si fermano, che sfrecciano, che procedono con calma. Una basilica dorata là, infondo.
E rido del mondo.

Eccomi. Eccomi qui, in mezzo al movimento incessante di una città che non si ferma mai. Eccomi qua. Vedo gli sguardi sfuggenti di chi mi sta intorno. Io non smetto mai di sorridere. Mai un minuto.


Eccomi. Seduta su questo letto, a fine giornata. Col mio cuore ruvido in mano. E mi domando quando. E mi domando come. E mi domando perché.
Sono ancora qui, a sognare. Sono ancora qui a sperare e a cercare di realizzare.
Io che scrivo, do in pasto a chiunque il mio debole cuore. Eccolo là, lanciato da chissà chi, in mezzo alla gabbia di leoni. Prendete quel che volete. Prendete ciò che desiderate. Squartatemi e uccidetelo questo cuore.

Vivo per raccontare del mondo che mi circonda. Vivo per raccontare di me. Che cosa dovrei mai dire? Quale parola dovrei mai intonare, se non quella che viene cantata dalla mia anima?

Ecco come passo il tempo.
Mi faccio strappare il cuore dal petto. Una volta restituito, trascorro le mie giornate regalando sorrisi al mondo. E mi munisco di ago e fili per riaggiustarlo.
Questo cuore di pezza vigilato da occhi di falco...


(Pensieri sparsi, come sempre, come non mai, come prima, come domani, come ieri, come dopo, come per sempre, come mai più.)


mercoledì 14 gennaio 2015

Propositi per l'anno nuovo

Lo so, lo so! Sono in clamoroso ritardo per l'anno nuovo.
Come sa per chi mi conosce, sono un vulcano inarrestabile e infermabile. Prima di tutto, sono riuscita a prendere la laurea triennale esattamente il 21 novembre. E' stato un giorno bellissimo e a dir poco indimenticabile.
In secondo luogo, ho incontrato una persona che mi ha sgelato il cuore. Nonostante numerose resistenze, l'organo rosso adesso si trova sotto le ali di quei occhi di falco che ancora adesso mi spaventano un pochino... L'amore è qualcosa che ci sconvolge e ci calma, e ci fa tremare e addormentare placidamente la notte, stretti al nostro cuscino...
Ho preso un anno sabbatico. Credo di aver perso la bussola. Ne sto costruendo una nuova, una bussola del cuore.

Comunque, ecco i miei propositi per l'anno nuovo:
1. Fare un corso di scrittura e/o di teatro, di modo che possa conoscere sempre più persone all'interno dell'ambiente e possa migliorare sempre di più il mio stile narrativo e dialogico;
2. Conoscere quante più persone nuove e positive;
3. Farmi conoscere per le mie qualità;
4. Raggiungere l'agognata indipendeza;
5. Far sì che Non io, non qui abbia i giusti riconoscimenti;
6. Ricominciare l'università e prendermi la laurea magistrale.

Ce la voglio fare!

lunedì 22 settembre 2014

Lettera al Cuore

E' stato un attimo, un secondo.
Descriverlo sarebbe impossibile. E' stato un attimo. Un momento. No, un secondo no. E' troppo lungo il tempo che ci vuole a dire "tic" o "tac" rispetto al tempo in cui successe. E' stato un millisecondo, forse. Non si può quantificare. 
Ecco, sì...
Mi sono voltata. Mi sono voltata e tu non c'eri più. Mi sono voltata e foglie marroni hanno cominciato a cadere, a cadere, a cadere.
Immobile, inerme, non ho fatto altro che guardare quella cascata di colori caldi. Caldi, sì, oh, come erano caldi. Eppure io immobile, fredda. Io inerme. Io senza difese.
Io.
I colori dell'autunno scendevano giù. Mi hanno coperto le ginocchia.
E poi di nuovo. E' stato un attimo, un secondo.
Ma che dico, un secondo...
Ho visto la neve. La neve fino alle caviglie. I miei capelli bagnati. Non avevo freddo. 
Pensavo di averti perso... poi ti ho visto là. Laggiù, là sotto...

Cuore mio,
ti sei nascosto di nuovo? Cuore mio, pensavo di averti perso per sempre. Non sai che piacere, averti ritrovato là. Non hai idea che sollievo. Mi sono crollate le ginocchia - sono affondate nella neve. Nessun brivido di freddo. Nessun tremolio. Solo un sospiro di leggerezza.
No... non ti tolgo da lì. Se vuoi nasconderti ancora nel biancore candido, ti lascerò stare. Non ho intenzione di disturbare il tuo letargo, la tua convalescenza. Hai ragione, hai bisogno di riposare. Sì, almeno tu... - mentre la Mente lavora e lavora e lavora.
Ti aspetto, Cuore. Mi sono sdraiata accanto alla tua tana. Ho lasciato che la neve mi scivolasse addosso. Quante carezze ho ricevuto. Anche il vento mi ha tenuto un po' compagnia.
So che sarai pronto ad uscire quando arriverà la primavera e un petalo di quel fiore rosa che amo tanto - sapevo che ti saresti nascosto sotto un ciliegio, sai -, un solo petalo mi sveglierà dal mio torpore, baciandomi le labbra.



lunedì 19 settembre 2011

Pioggia

Stanotte è piovuto per tutto il tempo. Dato che stamattina comincerò l'università, ero talmente emozionata che non riuscivo a chiudere occhio. Ero sdraiata sul letto e mi giravo e rigiravo come una trottola impazzita. Alla fine mi sono alzata, ho acceso il pc e ho aperto un file di Word.
Come mi capita in queste occasioni, fiumi di parole mi sono uscite dalle dita, cadendo sulla tastiera. Ho cominciato a scrivere con il cuore che mi batteva all'impazzata. Quando, poi, gli occhi hanno cominciato a chiudersi, non sono riuscita a smettere. Dovevo finire!
Sto scrivendo la storia di un ragazzo, che si chiama Lorenzo. Voglio finirla, perché lui deve fare certe cose! Lui le deve provare, deve sentirle! A volte mi rendo conto che sto vivendo emozioni attraverso i suoi pensieri ed è bello, perché non ho mai scritto qualcosa dal punto di vista di un ragazzo. Intanto il racconto, che, naturalmente, non è finito, è stato letto dal mio migliore amico e dal mio ragazzo. A tutti e due è piaciuto molto ed è un sollievo, dato che il mio ragazzo ha sempre detto che non gli piace leggere!
La pioggia, in qualche modo, mi ha ispirata. L'adoro.
E' una di quelle cose che ha mille sfaccettature: la pioggia è acqua e quindi è pura e ripulisce ogni cosa, purga la città dalle cose brutte; ma è anche nera, può essere sporca e quindi macchiare, fermare, impedire.
La natura è davvero un bel mistero, ma è la cosa più bella che ci sia al mondo.

venerdì 16 settembre 2011

Pensieri

Mi è difficile capire le altre persone a volte. Mi è difficile capire come le altre persone possano essere così superficiali e prive di buon senso, a volte. Mi è difficile comprendere come le persone possano cambiare così, da un momento ad un altro.
Conoscevo una persona che aveva un gran cuore e che ci sapeva fare con le persone. Tutto d'un tratto è cambiata, le nostre strade si sono divise e questa persona ha cominciato ad avere modi e atteggiamenti sempre più negativamente accentuati.
Non so cosa possa aver fatto cambiare lei in modo così drastico, ma è successo e io non posso certo farci niente. Tuttavia, anche se non fa più parte della mia vita, mi dispiace vederla così: è diventata superficiale, egocentrica e si è creata un personaggio che si eleva al di sopra di tutti e critica chiunque e qualsiasi cosa lei non conosce o rinnega.
Io credo, a tal proposito, che è importante ascoltare, apprezzare e rispettare il pensiero altrui. Altrimenti non si finirebbe nella monotonia e nella banalità? Rispettare gli altri è il primo passo per il buon vivere e soprattutto per il buon senso. Avere delle regole non significa avere dei limiti o delle catene, ma saper essere più liberi di tutti. Questo è il mio pensiero.